Rimaterializzazione di computer!


Prendendo spunto dalle divertenti ed argute riflessioni dei nostri amici di Bidonville di Napoli:
www.bidonville.org/bidonville-e-la-serr-la-stretta-di-mano-per-smaterializzare-i-rifiuti/, raccontiamo cosa andremo a fare domani e dopodomani per la Settimane Europea per la Riduzione dei Rifiuti:
Come già sapete, perché l’abbiamo anticipata su Facebook, andremo in una scuola a fare una iniziativa di prevenzione di rifiuti assieme a Legambiente Lazio:
www.legambientelazio.it/serr-legambiente-e-reware-raccolgono-e-rigenerano-vecchi-computer/
Lo scopo della due giorni sarà raccogliere quanti più computer possibile sul territorio per dargli una seconda vita e per consegnarli alle scuole, sensibilizzando al contempo i ragazzi del istituto, i loro genitori, le aziende e gli abitanti del quartiere.
Rimaterializzazione
Una serie di gesti tanto semplici e genuini come riaccendere una macchina, smontarla per vedere cosa c’è che non va o aggiungervi Ram, dischi o altro, reinstallarla e consegnarla a qualcun altro, può comportare una miriade di significati dal valore quasi metafisico, se non fantascientifico che, per un verso, come raccontano bene i nostri amici di Napoli, “dematerializzano” sprechi, rifiuti, esternalità negative, sostanze altamente inquinanti, e per un altro “rimaterializzano” nuovi beni che sembrava non ci fossero più, oggetti utili, in questo caso per l’educazione nelle scuole, la cultura e l’accesso ai saperi; restituendogli un senso e un uso che sembrava esser andato disperso.
Questo tipo di pratica che, ancora meglio delle attività di riciclo, crea valore dallo scarto, estrae oro dal letame, non sono, ad oggi, abbastanza diffuse da poter esprimere l’immensa potenzialità di ricadute positive che potrebbero comportare.
Riusare computer significa ridurre lo sfruttamento della Terra, e delle persone, per l’estrazione di materie prime; significa ridurre il Co2 dovuto ai trasporti globali di queste materie, di componenti elettronici, di PC assemblati e di rifiuti a fine vita; significa diminuire i costi di smaltimento di beni riutilizzabili a carico di aziende, privati e della collettività; significa meno rifiuti altamente inquinanti dispersi nell’ambiente; significa più lavoro e sviluppo locale; e, nel nostro caso, significa più computer nelle scuole per una migliore formazione delle future generazioni.
È per l’insieme di queste ragioni che partecipiamo alla Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti, convinti che solo sensibilizzazione, cultura e formazione, possano permettere di cambiare gli stili di vita insostenibili rappresentati dalle più diffuse modalità di consumo, utilizzo e produzione di beni elettronici e che, in questo modo, riusciremo, come facciamo da quasi dieci anni, a far breccia nella (in)sensibilità diffusa in materia di prevenzione ambientale, convincendo aziende e privati a rivalorizzare il riuso come pratica che, quasi magicamente, trasforma i computer dismessi, in procinto di diventare una minaccia per l’ambiente, in una miriade di risvolti positivi dove tutti, comprese le future generazioni, hanno da guadagnarci.

Vi chiediamo quindi di diffondere questa iniziativa, di copiarla e replicarla (se avete bisogno di consigli su come fare, non esitate a scriverci), e, soprattutto, di sensibilizzare la cittadinanza e le aziende alle pratiche del riuso.

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